Da Iguala a Città del Messico: la cronologia

Per i meno informati o per chi avesse perso qualche dettaglio, una breve cronologia dei fatti dal 26 settembre a oggi:

26 settembre – Scontri ad Iguala. Sei morti, 25 feriti e 43 studenti della Escuela Normal Rural de Ayotzinapa risultano scomparsi in un attacco della polizia di Iguala e del gruppo criminale Guerreros Unidos. L’obiettivo era evitare che i ragazzi, che stavano partecipando a una manifestazione contro la riforma dell’istruzione, interrompessero il discorso della moglie del sindaco, Maria de los Angeles Pineda, durante un comizio.

28 settembre – le autorità dello Stato di Guerrero avviano le ricerche degli studenti scomparsi. Arresto di 22 poliziotti per la loro presunta responsabilità begli attacchi.

29 settembre – Il governo federale invia l’esercito ed autorizza l’uso di elicotteri.

30 settembre – Il governatore di Guerrero, Ángel Aguirre, chiama il sindaco di Iguala, José Luis Abarca, per provare che è estraneo ai fatti. Il sindaco chiede una licenza temporanea e fugge.

3 ottobre – La rappresentanza messicana alle Nazioni Unite condanna “energicamente” i fatti di Iguala, considerandoli estremamente gravi e “tra i fatti più terribili dei tempi recenti”.

4 ottobre - Vicino a Iguala sono trovate delle fosse comuni che contengono 28 cadaveri carbonizzati.

15 ottobre - I test del DNA mostrano che i corpi trovati nelle fosse comuni non sono quelli degli studenti.

19 ottobre – Viene inviata a Iguala la Polizia Federale, per sostituire le forze municipali.

22 ottobre – Il Procuratore Generale Jesús Murillo Karam dichiara che sono stati emanati mandate d’arresto per il sindaco Abarca e sua moglie, Maria de los Angeles Pineda, come per il capo della polizia municipal Felipe Flores. Sia il sindaco e la moglie, che il capo della polizia sono ricercati.

22 ottobre - Studenti e insegnanti messicani indicono uno sciopero di 48 ore per chiedere la verità sulla scomparsa dei ragazzi. Mobilitazione notturna “Una Luz por Ayotzinapa”.

24 ottobre – Il governatore dello stato di Guerrero Ángel Aguirre si dimette.

7 ottobre – Rogelio Ortega prende temporaneamente il posto di Aguirre.

29 ottobre – Dopo manifestazioni di massa in tutto il paese, il presidente Enrique Peña Nieto incontra i genitori dei ragazzi e promette di continuare le ricerche. Portavoce del governo definiscono l’incontro come “soddisfacente”, mentre i familiari degli scomparsi si dicono “furiosi” per l’assenza di risposte concrete e l’impunità diffusa.

4 novembre – La polizia messicana cattura l’ex sindaco di Iguala e sua moglie.

6 novembre – Migliaia di Messicani partecipano alla marcia organizzata per protestare contro il procedere delle indagini. Gli studenti universitari si uniscono con uno sciopero di 72 ore.

7 novembre – Il  Procuratore Generale della Repubblica, Jesús Murillo Karam annuncia in conferenza stampa la versione ufficiale, ricavata dalle confessioni di tre presunti sicari. I 43 studenti di Ayotzinapa, sarebbero stati consegnati dagli agenti della polizia municipale di Iguala al gruppo criminale dei Guerreros Unidos. Questi li avrebbero uccisi, fatti a pezzi, bruciati in abbondante benzina per 15 ore e buttato i loro resti in una discarica nella località di Cocula, a pochi chilometri da Iguala. È in questa occasione che Murillo pronuncia la frase “Ya me cansé”, “Sono stufo”, che inasprisce la rabbia popolare.

8 novembre – Proteste a Città del Messico dopo la notizia del massacro degli studenti. Nei giorni successivi, manifestazioni di solidarietà con le vittime e di protesta nei confronti del governo si ripetono in molte città del Messico e all’estero.

11 novembre – Esperti forensi argentini che collaborano alle indagini rivelano che i resti di 24 persone trovati in una fossa comune a Pueblo Viejo, presso Iguala, non appartengono agli studenti di Ayotzinapa. Appartengono quindi alle vittime di qualche strage dimenticata (i desaparecidos messicani sono circa 25.000, secondo le stime).

18 novembre – Viene ratificato l’accordo sui fatti di Ayotzinapa per la Commissione Interamericana dei Diritti Umani. L’accordo non dà mandato d’indagine ma solo di analisi tecnica: il suo lavoro non ha quindi la possibilità di avere reale efficacia.

20 novembre – Nella ricorrenza del 104esimo anniversario della Rivoluzione Messicana, viene convocata una mobilitazione nazionale di solidarietà con le famiglie dei 43 scomparsi della Normal di Ayotzinapa. Nello stesso giorno si tengono centinaia di manifestazioni in tutto il mondo a sostegno degli studenti scomparsi e per protestare per la situazione del Messico.

26 novembre – In Italia si svolge una giornata di solidarietà con i desaparecidos messicani e i loro familiari, con presidi in 10 città.

6 dicembre – Diverse fonti riportano che uno dei 43 scomparsi di Ayotzinapa è stato identificato tra i resti sottoposti ad analisi. Si tratterebbe di Alexander Mora Venancio.

13 dicembre – Un’inchiesta indipendente dimostra che agli attacchi del 26 settembre contro gli studenti partecipò anche la Polizia federale. L’articolo (in spagnolo) su Proceso

14 dicembre – A Chilpancingo, studenti della Escuela Normal de Ayotzinapa organizzano un concerto di solidarietà con i genitori degli scomparsi; vengono attaccati dalla polizia federale. Almeno 21 i feriti secondo le fonti.

16 dicembre – Le richieste dei familiari dei desaparecidos riguardo l’amministrazione dello stato di Guerrero vengono respinte dal Senato. La richiesta di annullare le elezioni amministrative previste per il 2015 è respinta perché il Senato “non è competente in materia”, rinviando la decisione alla Commissione Elettorale Nazionale; quanto alla richiesta di sciogliere il governo locale per le pesanti infiltrazioni criminali, il Senato chiede “una richiesta formale”.

5 gennaio – María de los Ángeles Pineda, moglie dell’ex sindaco di Iguala, finisce in prigione con l’accusa di collusione con il crimine organizzato. L’articolo (in inglese) su Time

* Claudia Cardella per Libera Internazionale. Aggiornato il 7 gennaio

 

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